Pallone gonfiato
Testa di giocatore buona solo per portare cappello – V. BoskovArchivio per Uncategorized
Non ci son più le mezze stagioni…
… qui nevica e fa freddo, e in Italia l’Internazionale vince uno scudetto vero.
(ovviamente adesso gli stessi che criticavano Mancini lo stanno paragonando a Dio – non illudetevi, è sempre un allenatore molto elegante ma un po’ approssimativo).
Io lo conoscevo.
E finalmente qualcuno che conosco è finito sui giornali (per qualcosa di positivo, e non per qualche crimine commesso).
Ovviamente è una conoscenza un po’ in tono minore, ma è pur sempre qualcuno che è finito intervistato sulla Gazzetta dello Sport , perbacco!
Ecco, io il sindaco Tessari lo conosco.
PS: per i più distratti, le sue parole sono riportate alla fine del trafiletto sulle deliranti frasi sparate dalla mamma della Pellegrini. Sul perchè i giornalisti si ostinino a intervistare mamme, nonne, cognate e cuggine degli sportivi, beh, su questo il mistero è ancora fitto.
Diamoci all’alcool.
Dopo secoli di silenzio, ecco spiegato il motivo della mia assenza dal blog. Mi sono dato all’alcool.
Creato qui.
Il perfetto “Italian Job” secondo Pondus.
Il testo è in norvegese, ma il senso si capisce, spero. Due cose appaiono evidenti: la prima, è che gli italiani sono visti come un popolo di marinai, poeti e difensori dai piedi ruvidi. La seconda è che, almeno prima dei mondiali (la vignetta è stata pubblicata all’inizio del mese di giugno), alla innata capacità italica per la difesa erano associate una altrettanta innata abilità nell’arte della commedia e una durezza ai confini del sadismo.
Tutte qualità queste uscite confermate, ingigantite e nobilitate dalla vittoria nel mondiale tedesco. Quindi questa striscia è da considerare in realtà come il manifesto ideale della scuola italiana di calcio (altro che “Joga Bonito” e pagliacciate varie!).
PS: Per vedere la striscia, cliccare sull’immagine con il pulsante DESTRO del mouse, selezionare “Visualizza immagine”, e poi cliccare sull’immagine stessa per ingrandirla (maledetto internet, un giorno riuscirò a dominarti!)
Love is in the air.

In effetti ha ragione Materazzi: Zidane è proprio il suo idolo. Si vede benissimo dal modo con cui lo guarda pieno di ammirazione e rispetto prima di entrare in campo (via Cahiers du Football).
